Uno sguardo


PolitiCare

Le persone a noi più care sono quelle che ti comprendono meglio e sono le stesse capaci di supportarci senza farci sentire alcun disagio.
Così pure la politica è fatta di persone, non solo esperte in normativa e nel legiferare, ma di quelle anche intelligenti che hanno capito quanto la diversità possa essere ricchezza.
La disabilità è una condizione limitante l'indipendenza umana data dall'inadeguatezza della società in cui viviamo: le barriere sociali, culturali e materiali le creano certamente non i disabili.
Le attuali leggi come la 104/92, la Convenzione ONU, i vari piani regionali ecc., sono teoricamente perfette e danno l'illusione che ogni problema di chi è malato possa essere risolto, però nella realtà quotidiana ogni diritto si conquista esclusivamente lottando contro la burocrazia e l'indifferenza.
Ci sono persone che respirano solo attraverso l'ausilio di un ventilatore polmonare e che per comunicare hanno bisogno di un PC da utilizzare attraverso un puntatore oculare, perciò necessitano h24 di assistenza e dipendono in tutto dagli altri, anche nel fare istanza per dei bisogni fondamentali verso le proprie amministrazioni.
La libertà è forse il bene più prezioso e solo nella libertà ogni essere umano può creare, evolvere ed essere partecipe del bene comune, ma quando tale valore è fortemente vincolato, l'individuo viene emarginato e non sente l'appartenenza alla comunità che nel caos silenzioso dimentica ogni escluso dal sistema.
In questo nostro paese regna sempre più il qualunquismo miscelato ad un pessimismo degenerativo, così tutto si ferma, eppure non voglio e non posso credere che nessuno sia capace di cambiare. Ma un punto d'inizio, così com'è indispensabile in ogni processo, dobbiamo per forza definirlo e quale può essere se non quello di incaricare le persone con le idee e le abilità più acute?
Lo strumento della politica è potenzialmente il più incisivo nel migliorare la vita dei disabili, ma occorre la conoscenza da parte di chi lo utilizza e soprattutto la sensibilità di chi amministra, i quali dovrebbero comprendere che c'è qualcuno che non chiede nulla solo perché non ha voce per farlo.
Il silenzio è l'offesa peggiore per chi vive spesso soltanto grazie a delle fredde procedure, quando invece avrebbe bisogno di qualcuno in grado di guardarlo negli occhi, capace di ascoltarlo e trasmettergli il messaggio del "andare avanti insieme".
Ogni uomo ha il diritto di inseguire la propria felicità e percorre le direzioni arbitrarie guidato dai propri sogni, i quali sono meravigliosi e danno senso all'esistenza solo e soltanto se incontrano le necessità degli altri.