Uno sguardo

La mia bella vacanza

Responsive image

La mia abitudine di prendere le cose sul serio soltanto quando le ho di fronte, cioe' di credere veramente a un evento solo nell'istante in cui comincia, mi faceva pensare di rado e con leggerezza che avrei vissuto una settimana di vacanza al mare all'estero, con mia madre e la compagnia di un amico. Era forte pero' il desiderio di rivedere il mare dopo parecchi anni, soprattutto sapendo poi in che posto ero destinato per ammirare dal vivo tutto quello che ormai, dato il tempo trascorso, era pura immaginazione e fonte di sogni ad occhi aperti. Cosciente delle mie condizioni fisiche, considerabili gravi ma che non lo sono con l'assistenza insuperabile di mia madre e della forte grinta di cui sono fortunatamente dotato, nessun timore lambiva il mio pensiero di vivere un'esperienza mai provata prima. Di una cosa ero certo, una vacanza ci voleva proprio sia per me che per mia madre. La speranza era di riuscire a visitare un luogo diverso, meraviglioso, dimenticando per qualche giorno la solita routine quotidiana. Vedere panorami nuovi, respirare un'area insolita, passeggiare per vie sconosciute carico di gioia, era dunque quello che m'aspettavo. Tutti gli ostacoli legati alla mia delicata salute, dato soprattutto il fatto di essere tracheostomizzato e quindi di organizzare il tutto in modo particolare, passavano in secondo piano rispetto al benessere che ero sicuro avrei trovato.
Il giorno della partenza l'attesa era snervante. Al mio amico era stato affidato il compito di trasportare e tenere d'occhio il mio respiratore automatico, mentre mia madre doveva badare a me, preoccupata di viaggiare per la prima volta in aereo. Una volta sistemato a bordo con un po' di fatica, data la necessita' di stare disteso occupando cosi' tre posti con le gambe appoggiate su quelle di mia madre, ho trascorso un viaggio affatto stancante. Durante il volo pensavo che ero veramente in forma, dato che non avevo alcun tipo di disturbo. La voglia d'arrivare aumentava quanto piu' mi avvicinavo alla meta. A un certo momento mi venne il desiderio di stare seduto, curioso di osservare il cielo da quell'altezza. Mia madre fece un altro sforzo e lentamente trovo' la tecnica adatta per farmi stare seduto, esaudendo cosi' il mio desiderio. Mentre scrutavo il cielo e intravedevo il suolo dall'alto con stupore, ripetevo a me stesso che non era un sogno e che dovevo vivere con la massima intensita' ogni attimo, a cominciare da quei momenti. I desideri profondi, sono per me come delle stelle di notte irraggiungibili, ma su quel aereo stavo viaggiando verso una stella che da molto ammiravo e immaginavo di raggiungere. Rimasi seduto in quella posizione per piu' di venti minuti, fino a che l'aereo atterro' a Palma De Mallorca. Dopo le ultime fatiche per scendere dall'aereo e salire sul pullman diretto al nostro villaggio, finalmente arrivammo senza problemi allo splendido club residenziale con un'ottima accoglienza.
L'aria fresca e leggera, i muri bianchi degli alloggi semplici ma eleganti, il verde dell'erba fine intorno alle casette e la grandezza di quel villaggio, accrescevano in me la certezza che mi sarei trovato a mio agio e la voglia di visitare il posto. Le comodita' c'erano tutte, ci sistemammo nel nostro accogliente appartamentino in poche ore e poi, ormai a tarda sera, il primo tentativo di vedere il mare che era proprio adiacente al villaggio. Quella sera il mare lo intravisi solamente; eravamo troppo stanchi per riuscire a trovare il punto migliore per far si che lo vedessi bene, ma mi basto' sapere che era li' e nella notte non pensai altro che all'alba del giorno dopo avrei ammirato quelle acque mediterranee. Come le notti successive, anche quella notte mi sembro' corta ma riposante. Non ebbi nessun imbarazzo a mostrare al mio amico le azioni da svolgere, necessarie per coricarmi e dormire, come ad esempio il collegamento al mio respiratore automatico. Temevo solo di suscitare in lui un po' di disagio, che per la prima volta si trovava di fronte a una realta' insolita, ma il suo comportamento confidenziale e la sua chiara volonta' di essermi d'aiuto il piu' possibile, mi rassicurava sul fatto che non l'avrei turbato.Ha avuto una grande importanza la compagnia di un'amicizia spontanea, percio' sincera e naturale. L'ardente sole del giorno, il fresco della sera, l'intensa freschezza nella notte, rendevano il clima molto piacevole e salutare. Guardavo il mare limpido, i gabbiani volare, la roccia della scogliera, la sabbia chiara, tutto con meraviglia e contentezza: una visione stupenda del mio modello di liberta'. Un'atmosfera sempre allegra creata dallo splendido ambiente naturale, molto tranquillo e pacifico. Alla vista del mare i pensieri scorrevano leggeri, anche quelli piu' logoranti, mentre ogni istante colmava con intensa serenita' il mio spirito.
Trascorreva veloce il tempo, soprattutto nei pomeriggi quando andavamo in spiaggia. La voglia di restare li' a fissare l'orizzonte, di osservare l'intero scenario cosi' affascinante, compresa qualche bellezza femminile, era irriducibile. Alla sera dopo aver cenato, invitavo mia madre ad approfittare di un po' di riposo andando a rilassarsi in appartamento, lasciandoci pure soli a girovagare per il villaggio in cerca di svago. Discorrevamo molto io e Alessandro, su temi profondi in cui filosofare e su argomenti piu' superficiali con linguaggio scurrile, consumando cosi' i minuti e le ore fino a tarda notte, concludendo la giornata guardando il mare dall'alto, illuminato dalla luna che c'inspirava ad una calma conversazione. La voglia di fare baccano che sovente si ha durante una vacanza, sfiorava i miei pensieri solo quando arrivava l'ora di dormire, perche' mi bastava sentire il sole sulla pelle, guardare le acque luccicare, ascoltare i suoni puliti di quel posto e parlare di qualunque cosa con il mio amico per essere felice e soddisfatto piu' che mai. E' incredibile come lo stato d'animo sia mutabile dall'ambiente in cui la persona si trova: questo era cio' che pensavo ogni volta che li', entravo in un intenso stato di grazia. Mia madre era contenta, stanca quanto felicissima di aiutarmi a spassarmela in ogni modo possibile, compiendo sforzi fisici esagerati. Dunque sempre noi tre, lontani dai muri di casa e soprattutto fuori da quelli mentali fatti di pesanti pensieri.
Nulla e' piu' indelebile del ricordo di un'intensa emozione, e in quei giorni ho avuto modo di provare sensazioni nuove e inimmaginabili. Per chiunque sarebbero solamente normali e piccole esperienze, quelle che io invece ho provato da ragazzo per la prima volta; forse questo e' stato pero' un vantaggio, dato che ho colto da ogni bell'attimo un significato maggiore. Volare sull'aereo, guardare il mare in lontananza, toccare la sabbia fine della spiaggia, sentire l'ardente sole sulla pelle nuda, stare a galla nell'acqua salata in attesa delle sinuose onde e pensare al mio tempo sotto la luna in compagnia di un amico, mi ha dato forza, volonta', gioia, liberta', riposo e un sollievo che nessuna medicina o terapia mi avrebbe potuto dare. Gli episodi piu' belli da ricordare sono anche i piu' ridicoli, come quando al primo giorno di spiaggia mi ritrovai al mattino dopo con un occhio gonfio per una scottatura; ci accorgemmo dopo che la crema protettiva usata era per pelli gia' abbronzate, divertente anche la scena mentre galleggiando a riva nelle braccia di mia madre, un'onda improvvisa mi travolse facendomi cosi' bere un po¬Ę d'acqua salata. In quei giorni ho preso mille colpi d'aria, sono stato ore e ore al sole, ho mangiato pietanze nuove e ho fumato piu' del solito, insomma un ritmo di vita diverso, piu' incalzante e intenso, eppure sempre in piena forma senza nemmeno un briciolo di stanchezza o un accenno di raffreddore: quando il mio spirito trova un equilibrio perfetto, anche il mio corpo e' piu' forte perche' e' piu' in sintonia con l'esterno. In quelle giornate uniche, ho vissuto e sentito in cuore attimi di pace unici, nei quali l'unico desiderio era che durassero in eterno.
Al termine di quei sette splendidi giorni, il dispiacere si proiettava nel pensiero di abbandonare un luogo paradisiaco per tornare all'arso panorama di casa. Il tempo fa si che le cose belle durano sempre poco, ma ogni evento vissuto intensamente rimane eterno grazie ai ricordi incancellabili. Come dimenticare l'emozioni consumate, godute, catturate nella memoria. Quei momenti di pura gioia nell'acqua, sulla sabbia, sotto il cielo ispiratore di pensieri profondi. Nulla dunque e' stato vano, poiche' ancora oggi sento cio' che quella esperienza mi ha donato. La prova inconfutabile che la mia pur pesante malattia, non puo' rendere impossibile la visita e lo svago in un luogo diverso, ne piegare la forza e la volonta' mia, di provare a esaudire il desiderio di trovarmi in nuove e affascinanti situazioni. Non ci sono gabbie che possano imprigionare uno spirito, quando questo sorretto da chi lo ama, da chi lo accompagna e da un pizzico di fortuna, riesce a superare ogni ostacolo senza fatica, giungendo all'ambita meta spinto dal vento della vita.
Dunque devo ringraziare chi ha reso possibile questo mio viaggio, in particolare la UILDM di Monza e il fondo degli "Amici di Michele" per l'organizzazione e il contributo economico. Conoscendo in breve l'origine di questo fondo, penso a Michele come a un viaggiatore volenteroso di donare le emozioni che lui stesso ha provato, percio' grazie amico.